Filosofia Quantistica

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"Filosofia quantistica"?
Nessun problema, non vi confronteremo con qualcosa di incomprensibile né vi costringeremo a meditare, magari lo farete automaticamente. A tal proposito ricordo cosa mi disse un collega, quando immerso in uno sviluppo di elettronica industriale applicata, mi ero preso la testa tra le mani:"Ma che fai, pensi? Lascialo fare ai cavalli che hanno una testa più grossa della tua!". Gli risposi con una parolaccia.
Ritornando in carreggiata, avevo acquistato il testo indicato perché l'argomento mi stuzzicava. Beh, dopo i primi capitoli non me ne separai più prima di averlo finito. Mi entusiasmò tanto che decisi di tradurlo in italiano anche perché l'autore, Ulrik Warnke, si esprime in un linguaggio sciolto e semplice come tutti coloro che, conoscendo bene di cosa parlano, riescono a  comunicarlo altrettanto bene. Quindi nessun timore. Cosa dire ora tanto per iniziare?
Se la Quantistica è la teoria fisica che descrive il comportamento della materia e di tutte le sue iterazioni (rapporti) con l'universo, l'indeterminazione, l'incertezza fisica della stessa teoria, sbocca nella filosofia.  A tal proposito, di  Werner Heisenberg, uno dei padri della quantistica, in un testo ripreso leggiamo:
Lo scienziato che rifiuta di confrontarsi con la filosofia finisce per adottare inconsapevolmente una filosofia scadente, che può anche danneggiare il suo lavoro, come avviene oggi a causa dell’accettazione inconsapevole della filosofia di Democrito. L’unica filosofia utilizzabile per la fisica delle particelle sarebbe invece quella di Platone.
(semplificando, per Democrito che, nato nel 460 A.C., visse quasi 100 anni, l'atomismo è predominato dalla natura mentre per Platone il perno attorno cui tutto gira è "l'idea").
E Albert Einstein andando oltre si esprime come segue:
“Chi di noi si occupa seriamente di scienza, arriva alla convinzione che nei principi che regolano l’universo si manifesta la presenza di uno spirito immane e superiore all’uomo, davanti al quale noi in possesso di poteri molto modesti dobbiamo umilmente fare un passo indietro”.
In sostanza, dopo queste premesse, il trattato volutamente provocatorio di Ulrik Warnke, ricercatore affermato, prova a evidenziare il nesso inscindibile tra materia e intelletto con il dominio dello spirito sulla materia, e dal quale la materia trae origine.

Scritto agli inizi del 2000, alcuni dati, alla luce delle ultime scoperte non corrispondono alla realtà attuale, senza, in ogni caso, mettere in forse il valore dell'argomento trattato.

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